Escudo Rojo Gran Reserva 2022. Baron Philippe de Rotschild.

Data degustazione: 14/04/2025

Escudo Rojo Gran Reserva 2022 , o la nobile arte di godersela dal Cile al bancone.

Terroir

Casablanca Valley, situata a circa 75 km a nord-ovest di Santiago del Cile e a 30 km dall’Oceano Pacifico. I suoli della valle sono prevalentemente granito-decomposti e argillosi, offrendo un buon drenaggio e contribuendo alla mineralità del vino. Queste caratteristiche conferiscono al vino una freschezza vibrante, note di frutta tropicale e una struttura elegante, rendendo la Casablanca Valley ideale per la coltivazione dello Chardonnay.​

Non so voi, ma io quando vedo la scritta “Baron de chicchessia” su una bottiglia mi sento subito meglio.
Come se qualcuno con un titolo nobiliare stesse personalmente garantendo sulla mia bevuta.
Quando c’è un barone, di solito si gode.
Vale in Francia, s’intende. In Italia al massimo abbiamo i Marchesi. Ma la sostanza non cambia:
nasci incendiario, muori pompiere, e alla fine ti ritrovi a ringraziare i nobili in etichetta.

Proprio io, che di nobile ho giusto l’animo, e nemmeno sempre.
Ma tra un marchese piemontese e uno startupper con partita IVA alle Cayman, oggi scelgo il primo.
Meglio il barone con la barrique che il magnate col trust.
Almeno il Baron Philippe de Rothschild lo trovi su Google e non devi versargli i soldi via Irlanda.

E insomma: avevo questa perversione.
Mi andava di bere uno Chardonnay cileno.
Lo Chardonnay è una certezza. Cresce ovunque, si adatta a tutto, è la pianta grassa dei vitigni.
E io quando ho voglia di viaggiare senza muovermi, apro un bianco straniero e provo a sentire il posto da cui viene.
Un modo economico e legale per evadere.

Il Cile, poi, è terra di contrasti.
Quando ci penso, la prima cosa che mi viene in mente è Pinochet. Il che non è proprio un biglietto da visita turistico.
Colpa degli anni ’70, della filodiffusione, dei racconti di un collega che aveva vissuto tra Cile e Venezuela e parlava di quei posti come si parla di ex tossici: affetto, ma zero idealizzazione.
E chissà quanti grandi vini si sarà scolato il dittatore macellaio.
Forse lo stesso che sto per bere io.

Escudo Rojo.
Gran Riserva 2022.
Casablanca Valley.

Non so perché, ma mi aspetto molto.
Sarà il nome, sarà il barone, sarà che James Suckling gli ha dato 92/100 (e poi un giorno parleremo anche di lui).
Lo verso.
Il colore mi spiazza: un po’ smunto. Mi aspettavo qualcosa di più deciso. Più… barone.
Metto il naso.
E respiro.
Frutta tropicale, un’idea di agrume, tutto molto piacevole.
Forse troppo freddo, come sempre.
Io i bianchi li bevo gelati, è più forte di me.
Ma lo so, e aspetto.
Nel frattempo studio.


Casablanca Valley, 75 km a ovest di Santiago, 30 km dal Pacifico.
Clima fresco, nebbie mattutine, sole pomeridiano, sbalzi termici, suoli poveri.
Un sogno da viticoltore.
La descrizione sembra uscita da un podcast motivazionale per enologi.

Insomma, una figata.
Il tipo di terroir che rende onore a chi ci lavora bene.
E in questo caso, c’è la mano del barone. O meglio, della baronessa.
I Rothschild, dalla Francia al Cile, a portare savoir-faire là dove c’è materia grezza da domare.

Finalmente la temperatura sale. Degusto.

In bocca: fresco, acido il giusto, pulito, elegante.
Non ha fatto legno. Non serve.
Ha equilibrio, ha precisione. Ha onestà.
E anche un buon prezzo: 17 euro.
Che, al giorno d’oggi, è quasi una dichiarazione d’intenti.

E l’etichetta?

22/30.
Equilibrio c’è, rigore pure.
Ma manca un dettaglio, un accento, qualcosa che mi dica da dove arriva.
Non sento il Cile.
Non vedo la Casablanca Valley.
E la retroetichetta — in francese, ça va sans dire — grida colonizzazione.
Più Parigi che Santiago.
Manca un po’ di cuore, un po’ di sudamerica, un po’ di polvere.


Musica:
Allman Brothers Band – Melissa
Dionne Warwick – Heartbreaker

Un po’ Sud, un po’ soul, un po’ cosa ci faccio qui con questo bicchiere in mano mentre fuori Milano fa la Milano.

Sono a 11.700 km di distanza dalla bottiglia.
Ma il vino funziona.
Mi fa pensare.
Mi fa sorridere.
Mi fa passare il tempo bene.
E — forse — è tutto quello che chiedo al vino, oggi.

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